16 lug 2016
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Un nome, “Three 2 One” che ricorda una scommessa e che al contempo scandisce il countdown per il decollo di un progetto unico, nato per ottimizzare i processi agricoli, per supportare i produttori che se messi nella giusta condizione, son ben lieti di produrre più quantità, con migliore qualità, senza depauperare il suolo dall’humus e senza inquinare le falde coi prodotti chimici. Questo processo oltre che influire molto positivamente sull’economia dell’azienda agricola che la pone in atto, rende sulla tavola un prodotto sano, senza residui chimichi, con benefici nel medio lungo periodo per l’eco sistema difficilmente calcolabili.
“Prevenire è meglio che curare”, recitava un noto spot di molti anni fa, e proprio questo è il principio su cui si basa la visione di Luigi de Ales e della sua B.E.A. srl (www.bea.sm), che grazie all’azione batterica dei suoi bio fertilizzanti biologici, affiancati al nostro protollo operativo consentono, per l’appunto di anticipare l’attacco dei parassiti e delle fitopatie alle colture. Gli stessi batteri sono inoltre in grado di bonificare e rifertilizzare terreni con fanghi idrocarburici.
Proprio grazie alla ridondanza di tre sensori, multispettrale, fotogrammetrico e termico, da cui il nome ” tre a uno “, il drone customizzato dai nostri ingegneri consente, in un solo volo, di reperire tutti i dati necessari a rendere l’esatto stato di salute del “campo”.
Comincia da oggi la divulgazione commerciale a San Marino, in Italia, in Congo e Kazakhstan di questo complesso protocollo operativo che segna il passo di quel servizio di cui tutti parlano me che nessuno, fino ad oggi, sapeva attuare: l’agricoltura di precisione.
Questo è proprio uno di quei casi in cui per fare due passi avanti bisogna farne uno indietro, ripartendo dal rispetto del suolo, dove affondano le nostre radici culturali e rurali, e dove risiede la base del nostro futuro.